Anteas
PROGETTO ANTENNE SOCIALI - ANTEAS FITUS

28/07/2016

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PROGETTO ANTENNE SOCIALI - ANTEAS FITUS

Progetto Antenne Sociali

Anteas FITUS

 

LE APS COME ANTENNE SOCIALI

CITTADINANZA ATTIVA CONTRO IL DISAGIO E LE SOLITUDINI NEI TERRITORI

 

Luglio 2016

 

Obiettivi del progetto per Anteas

Sperimentare in 19 territori (uno per regione, esclusa la Valle d'Aosta) un approccio e una modalità di intervento per ridurre i rischi che storie di solitudine e di autoisolamento finiscano “fuori radar”, per cui ritornano visibili alla comunità solo quando diventano storie di disagio estremo (es. anziani abbandonati a loro stessi, in case divenute vere e proprie ‘gabbie', da cui gli anziani non riescono più ad uscire)

In questa prospettiva vorremmo:

– irrobustire le sensibilità e le capacità dei volontari Anteas di essere “antenne sociali” nelle azioni volontarie già in campo e quindi in grado di intercettare pezzi di domande sociali che rischiano di non essere viste e ascoltate;

– stimolare un lavoro di rete più progettuale con i soggetti già presenti in un dato territorio per sperimentare insieme un Protocollo di azione comune.

 

 

Partnership

Il progetto vede Anteas nazionale (APS) e Fitus (Federazione Italiana per il Turismo Sociale) come partner nazionali e le Anteas regionali (APS) come partner locali.

 

 

Territori

Le sperimentazioni sulla base delle segnalazioni arrivate, si svolgeranno all'interno di un preciso e circoscritto territorio (inteso come paese, quartiere, cittadina…) in cui sia presente una Anteas locale “funzionante, in rete e con la voglia di mettersi in gioco”; quindi non a livello regionale, nonostante il ruolo dei Presidenti regionali Anteas sia importante in termini di sostegno, connessione, coordinamento.

Eventuali punti di forza e di debolezza dei territori:

 

 

Come?

Si cercherà di partire da quanto già presente in ogni territorio, cercando il più possibile di tenere conto delle specificità locali. Quindi non con l'idea di attivare “nuovi servizi” o di intraprendere nuove azioni concrete direttamente sui soggetti fragili ma di promuovere un approccio più intenzionale, più consapevole rispetto alla necessità di potenziare le reti con gli altri soggetti del territorio, condividendo letture e osservatori.

Si tratterà perciò, come detto, di

- far crescere indirettamente le capacità di “captare i segnali di tali fragilità, assumendo la forma di vere proprie “antenne sociali”

-   stimolare a lavorare sulla qualità delle relazioni (es. empatizzando con i soggetti più fragili e offrendo ascolto attivo, oltre che concrete prestazioni di servizio)

- favorire un lavoro di rete più strutturato e continuativo, chiamando in causa reti e soggetti già presenti in un dato territorio (es. il servizio di trasporto formalizza un accordo con altri soggetti del territorio, grazie ai quali le storie dei fragili intercettate possano essere prese in carico da altri e facilitata anche la connessione con i servizi)

 

 

Soggetti coinvolti e accompagnamento

Qui di seguito delineiamo la mappa dei principali soggetti coinvolti nel progetto

 

 

Soggetti

 Ruolo

Presidente Regionale Anteas

Hanno avuto il ruolo di facilitare l'identificazione della Anteas locale da coinvolgere nel progetto, come cantiere di innovazione, e durante lo stesso potranno, ad esempio:

•       svolgere un importante ruolo di sostegno, aiuto al lavoro dell'antennista locale;

•       condividere gli snodi del progetto;

•       favorire il raccordo tra le azioni, gli stili portati avanti in Antenne sociali e altri progetti territoriali regionali.

Antennista/animatore territoriale

Può essere colui che ha già un ruolo dirigenziale nell'Anteas locale ma non per forza. L'importante è che sia un volontario ben radicato nel contesto territoriale di appartenenza e in grado di:

•       mettere in campo una buona capacità di coinvolgimento di altri soggetti, enti e associazioni;

•       leggere e “captare” i bisogni e le solitudini delle persone fragili incontrate, dando un volto anche alle domande inespresse;

•       provare a cogliere e rilanciare al territorio il valore sociale del servizio in cui è coinvolto;

•       individuare i contesti chiave del proprio territorio (istituzionali e non) a cui portare e rendere visibili eventuali bisogni incontrati e/o risorse disponibili;

•       dare continuità al progetto che ha la durata di un anno

Volontari

Avranno ruolo nel progetto in termini di confronto interno (con l'Antennista ed eventualmente il Presidente regionale), di sostegno delle azioni da portare avanti e di ricaduta.

L'antennista potrebbe avere un gruppetto di volontari con cui condividere più strettamente le evoluzioni del progetto.

Formatori/consulenti

Ivo Lizzola, supervisione.

Silvia Brena e Marco Zanchi, formatori e consulenti, avranno il compito di:

•       condurre gli eventi formativi e di monitoraggio del progetto;

•       tenere i contatti dal punto di vista formativo e processuale con gli Antennisti/Anteas locali;

•       valutare l'andamento del progetto per ritarare le azioni in relazione alle specificità locali;

•       essere in continuo raccordo con lo staff tecnico Anteas, Fitus e con la Presidenza e la Direzione Anteas nazionale.

Staff Anteas e Fitus

Supporto tecnico, organizzativo e amministrativo.

CISL, FNP.

Soggetti del territorio

Lavoro di rete

 

 

Possibili azioni e parole chiave del progetto

Mappare le reti di aiuto e auto-mutuo-aiuto esistenti, le reti di buon vicinato, di sorveglianza reciproca, formale e informale, immaginando nuove forme di sostegno alle fragilità che possano lavorare in sinergia con quelli già presenti sul territorio.

Connettere, individuandoli e agganciandoli, i soggetti del territorio (singoli, enti e associazioni) che hanno uno sguardo privilegiato sul mondo degli anziani e delle fragilità in genere, o che sono impegnati nella cura, nel sostegno e nell'animazione della comunità.

Acquisire consapevolezza delle strategie necessarie per muoversi in modo efficace all'interno di uno specifico territorio:

  • lavorare sulla rete esistente: non costruire tavoli di lavoro, ma partecipare ai tavoli già attivi, rappresentando le istanze degli anziani e collegandosi ad attività del territorio;
  • animare il territorio: avere una presenza concreta per rendersi visibili, utilizzando occasioni/attività che già sono programmate nel quartiere;
  • lavorare in squadra: avere in testa di far parte di un gruppo di lavoro allargato, da istituire e da tenere costantemente connesso (costituito, ad esempio, da assistenti sociali, educatori, operatori sociosanitari, medici e altre figure presenti sul territorio/quartiere, parte di circuiti di volontariato o di servizi formalizzati);
  •  leggere i bisogni in modo dinamico: sollecitando costantemente il territorio/quartiere a sviluppare anche un'idea dell'anziano come risorsa, rileggendo i bisogni emergenti e collegandoli a ipotesi di sviluppo/innovazione possibile;
  • proporre occasioni di progettazione partecipata, in cui le risorse incontrate possano esprimersi e sentirsi protagonisti di un cambiamento reale e duraturo per il territorio e per la comunità.

Riconoscere sentinelle di comunità o di quartiere, intese come risorse informali volontarie che vivono nei condomini delle aree più fragili delle città, individuate perché disponibili o storicamente attive sul territorio, che vengono invitate a identificarsi in un prezioso ruolo di connessione, riconosciuto dai servizi.


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