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Anteas e le Botteghe della Fiducia: la definizione di nuovi spazi socialiAnteas e le Botteghe della Fiducia: la definizione di nuovi spazi sociali
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29/01/2019

Area Stampa - Nazionale

Anteas e le Botteghe della Fiducia: la definizione di nuovi spazi sociali

Roma, 28 e 29 gennaio 2019

Anteas e le Botteghe della Fiducia: la definizione di nuovi spazi sociali

A Roma, il 28 e 29 gennaio, il laboratorio del progetto “Botteghe della Fiducia”

Si è svolto a Roma, nell'ambito del progetto “Botteghe della Fiducia” - realizzato da Anteas, in collaborazione con Fictus e con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - un interessante laboratorio di approfondimento e co-progettazione dedicato alle esperienze territoriali dell'associazione, identificate come occasioni ideali per sperimentare una nuova formula condivisa di spazio sociale.

Partendo da un animato confronto e dalla condivisione di buone pratiche fra un primo gruppo di sedi “pilota” in rappresentanza di 7 regioni (il Veneto, l'Emilia Romagna, le Marche, il Lazio, la Puglia, la Campania e la Sicilia), il Laboratorio ha messo in evidenza come il tessuto associativo sia in grado di esprimere una creatività sociale di grande vitalità tale da definire iniziative e progettualità replicabili anche in altri territori.

 

Anteas accetta la sfida e progetta le “Botteghe della Fiducia” - afferma Sofia Rosso, Presidente Nazionale di Anteas - ovvero spazi di comunità in cui l'accoglienza, l'ascolto e la condivisione possono essere i “collanti” che resistono ai “solventi”. Tutto ciò è anche un potente antivirus rispetto alle solitudini involontarie e all'autoisolamento. Vogliamo pensare i Volontari come “Antenne sociali” in grado di costruire relazioni con chi fa più fatica e che rischia di finire “fuori radar”.

L'associazione è impegnata nel valorizzare le tante competenze e sensibilità presenti nei diversi territori, andando a identificare quello che possiamo chiamare uno stile Anteas di vivere i luoghi. Uno stile caratterizzato principalmente dalla volontà di creare contatti e prossimità, promuovere partecipazione, educare alla solidarietà in un'ottica intergenerazionale.

Per questo viene aperto un laboratorio di innovazione sociale. “Presso la Bottega - prosegue la Rosso - non si comprano nè si vendono “pacchetti di Fiducia”; si dona invece, reciprocamente, tempo, attenzione, cura e si costruiscono buone relazioni. Vogliamo rimetterci “a Bottega” per re-imparare come costruire comunità accoglienti per tutti, nessuno escluso”.

 Un'associazione che vuole essere diffusa, Anteas, in cui il concetto tradizionale e divisivo di centro e di periferia viene del tutto scardinato a favore, viceversa, di una “centralità liquida” che si manifesta laddove - e ovunque - si svolgono le attività sociali.

In questo senso, la Bottega della Fiducia diventa un luogo, non solo fisico, ma virtuale e itinerante, sicuramente “aperto”, dove vengono incubate e poi perfezionate attività coerenti con la missione di Anteas, dalla cura e assistenza della persona, al miglior godimento del tempo libero, sempre nell'ottica dell'andare “verso”, in una continua proiezione all'incontro, seminando un germe di fiducia che si diffonde poi, virtuosamente, come un lievito, sul territorio tutto.

Come evidente, è proprio la fiducia il tema portante delle Botteghe: “Senza Fiducia siamo un paese “perso”. Il Volontariato o è capace di generare fiducia oppure concorre alla produzione di rabbia, rancore e cattiveria sociale. Facendo leva su Fido' il nostro “principio attivo della fiducia” (presente, non a caso, anche nella tessera Anteas 2019) - conclude Sofia Rosso - intendiamo generare relazioni autentiche fra le persone impedendone l'invisibilità, alimentare la reciprocità favorendo l'ascolto, incentivare il volontariato; in altre parole, vogliamo utilizzare la fiducia per promuovere cittadinanza attiva e consapevole”.

 


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