Un ciclone in Anteas

A tu per tu con Carla Scabellone, Anteas Tarquinia

12/02/2019

Capelli indomabili e indomabile entusiasmo. Carla ci accoglie così, sorriso aperto e tanta voglia di raccontare la sua quotidiana esperienza di volontariato con quell'accento romagnolo che fa subito simpatia.

Come è iniziata la sua storia con Anteas?

Un po' per caso, in verità, come tutte le storie d'amore che si rispettino.

Portavo a scuola la mia seconda figlia e un volontario Anteas mi propose di affiancarli nell'attività di ausilio al traffico davanti alla scuola, i nostri “nonni vigili” insomma. Ma io ero troppo impegnata con le bimbe. Appena sarò più libera verrò, risposi”.

E Carla è stata di parola. Nel 2014, figlie ormai adolescenti, si è iscritta ad Anteas diventandone un attivissimo volontario fino ad assumere, quattro anni dopo, il ruolo di Referente-Coordinatrice della Sezione Tarquinia di Anteas Viterbo.

Oggi la vita di Carla è scandita dagli impegni di Anteas che a Tarquinia sono davvero tanti e quotidiani.

Dal lunedì al venerdì abbiamo tre scuole da assistere nella gestione del traffico e nell'accompagnamento a piedi dei piccoli studenti – alcuni anche con gravi disabilità. Si tratta di un impegno importante, la mattina, poi all'ora di pranzo e infine il pomeriggio. Una tabella di marcia frenetica, una continua spola fra diversi istituti e lo scuolabus, dove non possiamo permetterci ritardi di sorta”.

Ma per fortuna Carla è un'ottima organizzatrice e nel gruppo whatsapp di Anteas Tarquinia, girano tabelle excell con le turnazioni “scientifiche” dei volontari - di cui 15 attivi e 33 “simpatizzanti”, precisa Carla. Il tutto favorendo la varietà degli impieghi, per evitare che ad un certo punto subentri la noia.

Quindi, finito l'impegno con la scuola, sarà libera la nostra Carla per il fine settimana?

Eh no! Venerdì, sabato e domenica, come Anteas, abbiamo il presidio dei musei! Si tratta di due Chiese e del Torrione di Matilde di Canossa. Apriamo questi siti, altrimenti interdetti alle visite, accogliamo i visitatori, ovvero scuole, turisti e tanti crocieristi, gestiamo il materiale promozionale”.

Un'attività, questa, talmente riuscita che Carla ci confida di volerla estendere, in futuro, anche ad altri monumenti.

E non finisce qui, perché Carla ci parla anche di assistenza civica, un servizio di verifica e segnalazione al Comune di problematiche o emergenze nell'arredo urbano o nel sistema viario della cittadina e, ancora, di assistenza domiciliare leggera ovvero fare compagnia ad anziani soli per qualche ora a settimana. “Si tratta di un servizio di grande utilità che in futuro vorremmo potenziare” ci tiene ad aggiungere Carla.

Dove la trovo tanta energia? Devo dire che aver fatto la rappresentante di classe per tutto il percorso scolastico delle mie figlie è stato determinante: mi sono fatta le ossa e ho capito il valore dell'essere utile anche per gli altri. Ad ogni modo, stiamo seguendo davvero tante cose, forse troppe e sapersi fermare, riconoscere i propri limiti è una questione di buon senso”.

Carla, del resto, crede che per Anteas sia importante offrire servizi esclusivi, non proposti da altre realtà attive nel sociale; realtà con cui Carla promuove peraltro la cooperazione, la sinergia e l'alleanza. Bisogna bandire le piccole gelosie e collaborare fra associazioni per rendere la nostra comunità migliore. Brava!

 

Cosa migliorerei di Anteas? Probabilmente c'è bisogno di conoscerci di più e di condividere di più. Per questo, incentiverei momenti “sociali”: gite, cene, occasioni ricreative e culturali per confrontarci sulle esperienze e favorire l'appartenenza”.

C'è un aspetto che più degli altri ti scalda il cuore nel fare la volontaria?

Sono tanti in realtà, ma se devo scegliere allora dico le mani dei bambini che, davanti alla scuola, lasciano quelle dei genitori e vengono a stringere forte le mie per essere condotti in classe. Io sono una mamma e ecco, questo gesto di fiducia assoluta ogni volta mi emoziona. Abbiamo costruito davvero tanto.”

E poi ci racconta dei piccoli doni e dei tanti disegni che i bambini le regalano: “in uno mi hanno ritratta persino da Biancaneve!”.

Ci lasciamo con le tre parole che Carla ha scelto per descrivere Anteas.

Solidarietà. Questa è la base, il principio, il motore di tutto.

Famiglia. Perché facendo volontariato si diventa una famiglia allargata.

Infine  allegria: ma voi lo sapete quanto è bello stare insieme?

 

Grazie Carla da tutti noi.